MONGOLIA Agosto 2026


Itinerario Giornaliero

Italia / Ulaan Baatar (UB) Partenza per Ulaan Baatar con voli di linea IATA. Volo notturno. Pasti a bordo.

Ulaan Baatar

Arrivo in mattinata a Ulaan Baatar. Pratiche doganali, incontro con la guida e trasferimento in città (si prega notare che il traffico ad Ulaan Baatar è diventato molto caotico, generalmente la durata del trasferimento richiede circa 1.5 / 2 ore a seconda del traffico; le visite del primo giorno potrebbero essere suddivise tra il pomeriggio e la mattina successiva). Mattinata di riposo. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio inizio delle visite nella capitale: il monastero buddhista di Gandan, cuore pulsante del buddhismo tibetano in Mongolia, dove passato, presente e futuro della Mongolia convivono in suggestiva armonia. Visita del Museo Nazionale della Mongolia, della piazza Sukhbaatar e del nuovo museo di Gengis Khan. Cena libera.

Ulaan Baatar / Baga Gazrin Chuluu (260 km)

In mattinata si viaggerà lungo la provincia di Dundgobi. La sosta è prevista a Baga Gazrin Chuluu, per ammirare una suggestiva regione rocciosa che si erge maestosa sulla steppa; la zona è abitata da numerosi animali selvatici; fu sede di un importante Monastero buddhista. Tempo a disposizione per passeggiate alla ricerca di caverne, sorgenti, rovine, panorami. Pensione completa. Quello mongolo è popolo di sciamani e di mistici: il territorio è punteggiato dagli ovoo, altari di pietra e rami che segnano, secondo antiche mappe esoteriche, la presenza degli spiriti. Si crede che presso gli Ovoo si riuniscano gli Spiriti della natura. I pastori nomadi invocano la protezione di queste potenze col dono di un sasso, di piccoli oggetti, denaro, sigarette o altro, gettati sull'Ovoo.

Baga Gazrin Chuluu / Tsagaan Suvarga (255 km)
In mattinata, proseguimento in direzione Gobi fino a Tsagaan Suvarga (Stupa Bianca in mongolo), dove si potranno ammirare le spettacolari formazioni rocciose dalle forme surreali, il cui colore cambia con il passare delle ore. Pensione completa. Quanti sono i deserti del Gobi? Uno, nessuno e centomila. Uno, perché non esiste altra zona simile al mondo. Nessuno, perché non è un vero e proprio deserto, ma un ecosistema vitale e complesso, dove la pur scarsa vegetazione permette la sopravvivenza di molti animali (primi fra tutti i cammelli). Centomila, perché infinite sono le screziature del suo fascino: ad ogni passo, lo scenario si trasforma e cambiano i colori: la steppa lascia il posto alle dune, le rocce alla sabbia, il gelo al caldo, i cammelli ai... dinosauri. Su tutti, l’eterno cielo blu, il supremo dio dei Mongoli.

La valle di Yol Am (275 km)

In mattinata, proseguimento per Yol Am (la pittoresca valle dell'aquila), a 230 km, sulle montagne di Gobi Gurvan Saikhan: una spettacolare e lunghissima gola verde scavata da un fiume nel cuore del deserto. Possibilità di avvistare aquile, avvoltoi, stambecchi e altri animali rari del deserto. Sistemazione in campo tendato. Pensione completa. Un viaggio in Mongolia è un’esperienza di libertà che non teme confronti. Qui lo spazio è senza confini, la presenza dell’uomo è irrilevante e gli animali pascolano liberi nelle steppe prive di recinti. Le città in pratica non esistono, e di conseguenza neanche gli hotels. Di giorno si percorrono piste sterrate per centinaia di chilometri senza incontrare anima viva e si cammina in silenzio per ore e ore. Di notte si trova rifugio in campi tendati che ricordano gli accampamenti dei Nomadi. E, prima di addormentarsi nella propria gher, si ringrazia Dio per la fortuna di essere capitati in Mongolia; perché in nessun altro posto al mondo ci si sente così liberi.

Deserto del Gobi / Le dune di Khongor (156 km)

Oggi, percorrendo circa 100 km di piste in direzione sud-ovest, si raggiungeranno le spettacolari dune di sabbia di Khongor, conosciute come 'the ringing dunes' per i particolari effetti sonori del vento. Arrivo nel primo pomeriggio. A fine pomeriggio, possibilità di scalare a piedi alcune delle dune più alte (l’ascensione dura circa un’ora, è faticosa ma fattibile per chiunque), per godere di uno dei tramonti più spettacolari. Pensione completa. Possibilità di effettuare una escursione a dorso di cammello sulle dune Sistemazione in villette di legno (stile dacia russa, due letti ciascuna) con servizi privati ed elettricità, all’interno del campo tendato Gobi Erdene

Bayanzag (140 km)

Giornata interamente dedicata alla magia del deserto. Partenza in direzione nord-est (140 km) verso Bayanzag, pittoresca zona di deserto roccioso, con sabbia rossa, nota anche come 'il deserto dei dinosauri' (che popolarono la zona circa 70 milioni di anni fa). Sistemazione nel campo tendato. Visita del sito di Bayanzag al tramonto. Pensione completa. Il Gobi è il deposito più importante al mondo di scheletri di dinosauri; molti degli esemplari più famosi, risalenti a 70 milioni di anni fa, furono trovati qui, sui flaming cliffs di Bayanzag, dalla spedizione di Roy Chapman Andrews nel 1922. Passeggiando per le dune, si rischia davvero di inciampare accidentalmente in una costola di Velociraptor liberata dal vento.

Bayanzag / Ongii (230 km)

Proseguimento verso nord (140 km), per raggiungere la zona della grande prateria mongola. Breve sosta alla foresta di saxaul, dove si avrà la possibilità di fare una breve passeggiata prima di proseguire verso Ongii. Visita alle spettacolari rovine del Monastero di Ongii, nel deserto, che creano un effetto scenografico straordinario. Pensione completa

Ongii / Kharkhorin (270 km)

Si riprende il viaggio verso Kharkhorin (270 km a nord di Ongii), ammirando il paesaggio che dalla landa desolata semidesertica del Gobi si trasforma via via nella prateria sconfinata. Prima sosta nella valle di Orkhon per ammirare alcuni panorami di grande suggestione. Pranzo in ristorante lungo il percorso. Sistemazione presso il campo tendato. Pensione completa. “In Mongolia, l’erba è la fonte della vita. È la Grande Madre dalla quale dipendono tutte le forme inferiori dell’esistenza, compresa quella degli uomini e dei lupi. Nella prateria, se davvero credi nella giustizia, è per l’erba che devi avere pietà. Se si distrugge la prateria, si distruggono anche le vite di tutte le sue creature.” (Jiang Rong, Il Totem del lupo).

Kharkhorin / Hustai (315 km)

Visita del Monastero buddhista Erdene Zuu (edificato sul sito dove sorgeva la prima capitale di Gengis Khan), il più antico e meglio conservato della Mongolia. Nel pomeriggio, proseguimento per il parco nazionale di Hustai (250 km di strada asfaltata e piste), attraversando la sconfinata steppa mongola. Pensione completa.

Hustai / Ulaan Baatar (80 km)
In mattinata, assistiti da una guida specializzata (se la guida del gruppo non ha la qualifica) si partirà sulle tracce dei rarissimi takhi (Equus ferus przewalskii), gli unici equini che non siano mai stati addomesticati e vivono protetti in uno scenario d'incanto. Nel parco vivono 46 specie di mammiferi e 172 specie di uccelli. Proseguimento in direzione est, verso la capitale (100 km). Soste per avvistare le mandrie di cavalli, cammelli, ovini, bovini ed i falchi che pattugliano la zona. Sistemazione in hotel. Ultime ore a disposizione per lo shopping. Pranzo in corso di viaggio. Cena mongola in ristorante locale (bevande escluse).

Ulaan Baatar / Italia

Prima colazione. In mattinata partenza in direzione sud-est del Paese per una sosta alla colossale statua equestre di Gengis Khan, tempo libero a disposizione. Rientro ad Ulaan Baatar e trasferimento in aeroporto in tempo utile per la partenza per l'Italia via Pechino. Pasti liberi. Nessuna camera a disposizione




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